giovedì 1 gennaio 2009

Non tentare le cabale babilonesi...

Sarebbe superfluo dire come sto. Oggi, alle 4 e30 del mattino del primo giorno del nuovo anno, sdraiata nel letto di G. pensavo: "Io non berrò mai più in questo modo. E' assolutamente ridicolo ridursi in questo stato. Ho bevuto soltanto perchè mi ero autoconvinta di dovermi ubriacare perchè era Capodanno. Quanto sono banale." La cosa interessante è che sono rimasta totalmente lucida per tutta la serata. Cioè, sveglia. Ho provato una serie di stranissime sensazioni. Mi sentivo ubriaca nel corpo, ma non nella mente. Il mio corpo era spossato, affondava in ogni superficie morbida, pronto a cedere in ogni momento, forzato all'attività, riottoso, eccitato. I contorni delle case erano tutti dolcemente offuscati e i neon delle insegne coloravano la pioggia ed il cielo. Ma la mia mente non si è sconnessa un attimo. Comprendevo ogni cosa, e ricordo tutto. Come in un film muto troppo veloce, i gesti si rincorrono e si accavallano sotto una luce giallastra ed opaca, sempre la stessa, l'unica persistente presenza della nostra folle danza di una sola notte. E' davvero tutto troppo difficile, e non abbiamo che una sola brevissima possibilità di vivere. Mi chiedo costantemente quanti di noi la sfruttino davvero.

venerdì 26 dicembre 2008

Il Compagno di Sbronze

Oggi ho divorato il compagno di sbronze di Bukowski, e ancora non ho capito se mi piace o mi fa schifo. Solo una cosa è certa: è dannatamente attraente. Ripugnante e magnifico come i segreti di un mendicante. Torbido, violento, fallito.
L'unico problema è che quando leggo un libro mi immedesimo talmente tanto che poi inizio ad assumere lo stile dell'autore.
Probabilmente per un pò parlerò solo di sesso, alcol e merda.

giovedì 25 dicembre 2008

Untitled

Oggi vorrei rotolarmi in mezzo a montagne di piumini candidi, bevendo champagne, innaffiandomi di champagne, sporcare di rossetto l'orlo del bicchiere;vorrei che dalle orecchie mi pendessero cerchi d'oro scintillanti e falsi, vorrei girare tutto il giorno in mutande e reggiseno, aspirare le mie lucky strike senza pietà e sdraiarmi a leggere davanti al camino;vorrei mangiare solo cioccolatini ed avere accanto il mio G. e fare l'amore tutto il giorno. Vorrei addormentarmi tra le sue braccia mentre sul giradischi si consumano anni di note una dopo l'altra.

E invece sono davanti al computer, i miei genitori russano nella stanza accanto, ho un gran cerchio alla testa che purtroppo temo sia indipendente dall'assunzione pur moderatissima di alcol, ho sonno e mi sento sola.

Buon Natale a tutti.

lunedì 22 dicembre 2008

La regina è morta!



The Smiths- There Is A Light That Never Goes Out
(The Queen Is Dead-1986)

Take me out tonight
Where there's music and there's people
Who are young and alive
Driving in your car
I never, never want to go home
Because I haven't got one
Anymore

Take me out tonight
Because I want to see people
And I want to see lights
Driving in your car

Oh please, don't drop me home
Because it's not

my home, it's their home
And I'm welcome no more

And if a double-decker bus
Crashes into us
To die by your side
Is such a heavenly way to die
And if a ten ton truck
Kills the both of us
To die by your side
Well, the pleasure, the privilege is mine

Take me out tonight
Take me anywhere, I don't care..
And in the darkened underpass
I thought: 'Oh God, my chance has come at last!'
But then a strange fear gripped me
And I just couldn't ask

Take me out tonight
Oh take me anywhere, I don't care..
Driving in your car
I never, never want to go home
Because I haven't got one
Oh I haven't got one

And if a double-decker bus
Crashes into us
To die by your side
Is such a heavenly way to die
And if a ten ton truck
Kills the both of us
To die by your side
Well, the pleasure, the privilege is mine

There is a light that never goes out

domenica 21 dicembre 2008

I was born.

Tutto comincia il 1 giugno di tanti anni fa, in un ospedale in provincia di Roma.
La dottoressa che stava facendo partorire mia madre avrebbe dovuto finire il suo turno mezz'ora prima, ed era parecchio seccata. "Ma proprio mò si doveva far venire le doglie questa?"-avrà pensato. Appena vengo fuori, tutta coperta di sangue e residui di liquido amniotico, la dottoressa dalle gote scorbutiche mi prende fra le sue braccia grosse e mi strappa dal corpo caldo di mia madre, senza nemmeno lasciarle la possibilità di vedere me, la sua prima ed unica figlia appena nata. Allora io inizio ad urlare disperatamente, perchè per la prima volta in vita mia ho assistito ad un'ingiustizia. Ne seguiranno molte altre.
Comunque non credo che mia madre si sia mai ripresa da quel trauma. Lei mi aveva concepita, pensata, creata in mezzo alla sofferenza; aveva faticato, ed ecco che arriva un' altra donna qualunque, che mi prende e mi porta via scivolando leggera fra le corsie dell'ospedale.
Da allora ha sempre avuto paura che gli altri le avrebbero strappato la neonata dal seno. Da qui tutti i nostri problemi. Lei ha sempre cercato di tenermi stretta a sè, ed io ho sempre cercato di divincolarmi. E tutto per colpa della dottoressa che aveva soltanto voglia di tornare a casa presto.

In tutto ciò mio padre aspettava fuori, in silenzio. Ed ha continuato a farlo per tutta la vita. Si è sempre trattenuto in un imprecisato "fuori", mentre in un imprecisato "dentro" io e mia madre ci urlavamo addosso piangendo o ci abbracciavamo ridendo.
Mio padre è lì che aspetta, e mi guarda con quei suoi occhi azzurri che non mi ha voluto regalare.
Mio padre è li che fissa un immenso vuoto in cui sono capitata accidentalmente, come un'ombra sbiadita dal tempo e dalla tristezza.